venerdì 3 aprile 2009

"La formazione creativa. I talenti del futuro".

Cattura

Guarda al domani e alla formazione d'eccellenza come trampolino per superare la crisi, la sezione scledense della seconda edizione del "Festival delle Città Impresa: ovvero, il Nordest come non si era mai visto". L'evento, che animerà la città dal 2 al 5 aprile, coinvolgerà in contemporanea anche Rovereto, il Camposampierese, Montebelluna-Asolo, Maniago: cinque centri urbani simbolo della trasformazione industriale avvenuta negli scorsi decenni e oggi modello rappresentativo del Nordest.

Da sottolinearel’incontro dal titolo “A lezione senza cravatta: nuove frontiere della formazione manageriale” che si terrà a Schio il 4 aprile ore 15.00.

sabato 28 marzo 2009

Outdoor Training BarCamp

Il Trentino Outdoor Camp organizza la prima non-conferenza in Italia sulla Formazione Esperienziale Outdoor.

Le teorie di apprendimento degli adulti più utilizzate nella formazione evidenziano come senza un adeguato ancoraggio alla vita reale delle persone non possa essere raggiunto un apprendimento vero, sufficiente e persistente. Tra le nuove strade formative la formazione esperenziale Outdoor rappresenta sicuramente una delle metodologie più efficaci ed efficienti. Si tratta di percorsi formativi svolti nella natura ed all’aria aperta, in cui i partecipanti, incontrandosi fuori dai ruoli e dai contesti organizzativi consolidati e rigidi, vivono un’esperienza d’apprendimento emotivamente coinvolgente, affrontando attività e situazioni nuove e spesso impreviste. Ai momenti di azione, vengono affiancati momenti di valutazione in aula per riflettere sulle esperienze vissute, sviluppando così le competenze target e le capacità di apprendere dall’esperienza.

Dai il tuo contributo e partecipa all'Outdoor Training BarCamp !

11-13 settembre 2009 - Rafting Center Val di Sole - Dimaro (Tn)
lunedì 16 marzo 2009

Convegno AIF sulla formazione esperenziale

image Mi era venuta la mezza intenzione di scrivere un piccolo sunto delle due giornate passate in Toscana per il 1° convegno AIF sulla formazione esperenziale, quando mi sono imbattuto nella recensione di Daniela Fregosi, redattrice del portale Formazione-esperenziale.it.

Cha altro aggiungere ?

Luigi Mengato

venerdì 13 marzo 2009

1° giornata Formazione esperenziale AIF

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Ieri si è svolta la prima giornata del congresso sulla formazione esperienziale (nella foto la tavola rotonda con Montanarella, Farina, Almonti, Santini, Gianandrea, Ghirardini che si sono confrontati sulle tematiche inerenti al mondo della formazione esperienziale).

Molti i temi trattati, dalla domanda-offerta della modalità esperienziale, alla certificazione di strutture e formatori.

Sicuramente tutti temi interessanti e trattati con professionalità e spessore. Questa mattina seguiro Santini nel WorkShop “Come costruire un’attività espereniziale strutturata”, mentre Alessandro sarà con Almonti per un’attività di Orientering.

venerdì 6 marzo 2009

1° Convegno Settore Formazioni Esperienziali

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Il Trentino Outdoor Camp parteciperà la prossima settimana al 1° Convegno Settore Formazioni Esperienziali organizzato dalla AIF (Associazione Italiana Formatori).

La presentazione del programma è sicuramente interessante:

In questi ultimi anni si sono diffuse metodologie di formazione esperienziale
che hanno avuto come obiettivo formativo prevalente la costruzione, il miglioramento e lo sviluppo del lavoro di gruppo. Sotto l’egida dell’ Outdoor training si sono al contempo sviluppati una varietà di approcci diversi, accomunati da componenti quali l’apprendimento tramite l’esperienza, l’utilizzo della corporeità, la valorizzazione delle emozioni , la dimensione ludica e l’uso di metafore, in combinazioni sempre differenti. Non altrettanto pervasiva è stata la diffusione e l’approfondimento sulle caratteristiche e sulle funzionalità di questi approcci. L’ aif, con il presente convegno, il primo in Italia nel suo genere, si pone come obiettivo quello di mettere a confronto queste eterogeneità, cercando di fare luce, in primo luogo, su aspetti concettuali e terminologici, tramite il contributo di alcuni degli esperti maggiormente rappresentativi in questo settore. In secondo luogo, attraverso il carattere pratico ed esperienziale, darà l’opportunità ai partecipanti di sperimentare direttamente alcuni di questi diversi approcci attraverso dei workshop che si svolgeranno in parallelo.

Appuntamento il 12 e 13 marzo a Cortevecchia (Grosseto).

Il programma è scaricabile al seguente link.

lunedì 23 febbraio 2009

Team Building: Gioco di squadra ….

Nella creazione di un gruppo di lavoro è fondamentale il momento della definizione e della condivisione dei ruoli. Ognuno dovrà avere ben chiaro cosa fare e dichiarare le proprie aspettative anche nei confronti degli altri.
In un gruppo di commerciali, ad esempio, ci sarà chi starà davanti in prima linea e dovrà possedere le caratteristiche migliori per fronteggiare la forza del mercato. Ma da solo non potrà fare nulla: avrà bisogno di chi lo sorregge alle spalle spingendolo per dargli la forza di procedere. Il tutto deve essere favorito da una comunicazione efficace tra i membri del gruppo, in modo che i movimenti siano coordinati ed efficaci.
Ecco come questi concetti possono essere vissuti attraverso la metafora dell'outdoor, utilizzando in questo caso l'esercizio di salvamento fluviale della piramide.

martedì 17 febbraio 2009

Origini dell'Outdoor

 

Hahn2La data ufficiale della nascita della metodologia formativa Outdoor è 1941 quando Kurt Hahn e Lawrence Holt fondarono la prima scuola di outdoor training in Galles. Outward Bound da motto divenne il nome della scuola che inizialmente era centrata su operazioni di salvataggio in mare. Le attività di Hahn miravano a sviluppare leader forti e gli crearono non pochi problemi in Germania ma nonostante questo e grazie ai numerosi successi ottenuti dalla sua scuola le sue metodologie si diffusero in Europa e negli Stati Uniti.

 

sabato 7 febbraio 2009

YourSelf Leadership 2009

YL09
Si terrà il 21 e 22 maggio di quest’anno la 3° edizione del “YourSelf Leadership” il corso formazione Outdoor per lo sviluppo della Leadership Individuale.
Due le novità di quest’anno: la nascita del Trentino Outdoor Camp (il brand del RaftingCenter dedicato alla formazione aziendale) e la collaborazione con Fòrema (il Consorzio per la formazione e lo sviluppo dell'Impresa dell'Unione degli Industriali della Provincia di Padova).
Presto fornirò maggiori informazioni; nel frattempo, per chiunque fosse interessato è disponibile a questo link il download della brochure (in modalità beta).
mercoledì 3 dicembre 2008

“Scopri di più in una persona in un'ora di gioco che in un anno di conversazione“ Platone

L’Outdoor Training è una tra le modalità formative più evolute per favorire l’attivazione e la rimessa in moto di tutte le risorse fisiche, emotive, cognitive della persona, oltre che al fatto che stimola la voglia di apprendere.

Favorisce il confronto tra gli individui permettendo una migliore conoscenza di sé e degli altri, coinvolge globalmente la persona che vi partecipa.

Le azioni ideate, inoltre, non devono suscitare nei partecipanti la percezione di rischi eccessivi per loro; si rischia di innescare comportamenti di non disponibilità, oltre al fatto che le persone maggiormente ansiose non riescano ad affrontare le prove. È sempre auspicabile aumentare con gradualità il livello di difficoltà.

Bisogna fare attenzione a non “confondere i mezzi con i fini”, ovvero a non progettare azioni che possono risultare favolose e poi in realtà si discostano dall’obiettivo iniziale; attenzione anche ad evitare che l’azione schiacci il momento della riflessione, dell’elaborazione dell’esperienza, in tal caso l’apprendimento non avverrebbe. È proprio la riflessione il momento centrale dell’esperienza, che permette la vera valorizzazione degli individui, oltre al fatto che, a posteriori, ci offre anche una panoramica valutativa dell’intervento molto importante, che può avvenire grazie al contributo delle persone che hanno vissuto l’intervento formativo.

È una metodologia di per sé molto affascinante che non va improvvisata, ma che se fatta bene permette di ottenere risultati a dir poco soddisfacenti sia per chi la conduce, sia per chi vi partecipa; nello svolgersi delle azioni, affiorano comportamenti della vita quotidiana che si compiono di routine e sui quali non si è abituati a riflettere e che sicuramente non emergerebbero in una formazione d’aula.

Il modello di riferimento, come ci ricoda Rotondi, è quello dell’apprendimento dall’esperienza, che avviene attraverso una fase di compimento dell’azione, detta attiva, e una fase di osservazione, detta passiva, nella quale si subiscono gli effetti dell’azione. L’obiettivo è portare i partecipanti ad apprendere dall’esperienza, agendo in sessioni prolungate realizzate immergendosi nella natura; de-contestualizzare l’apprendimento dalla situazione lavorativa per offrire ai partecipanti la possibilità di mettersi in gioco in quanto “persone”, prima ancora che “appartenenti a un ruolo”.

Questo processo formativo, basato sull’esperienza richiede la fusione di cinque fattori, che devono essere ben calibrati tra loro:

l’avventura: utilizzata come supporto pedagogico, permette agli individui di addentrarsi in un territorio sconosciuto e di abbandonarsi completamente all’azione. L’apprendimento deriva proprio dal contatto con una nuova realtà;

la metafora: lega l’azione svolta in outdoor con il contesto lavorativo e permette l’efficace trasferimento degli apprendimenti nella pratica lavorativa quotidiana degli individui;

il coinvolgimento emotivo: generato dalle situazioni sia sul piano intellettuale, che sul piano relazionale, emotivo, energetico e fisico;

l’osservazione: è un momento privilegiato della metodologia. Si osservano i comportamenti dei compagni, ci si auto-osserva e si riflette sui comportamenti di tutti, sia immediatamente dopo l’esperienza, sia nelle successive fasi con il supporto delle videoregistrazioni;

la concretezza: viene richiesto ai partecipanti di fare affidamento sulle proprie risorse per raggiungere gli obiettivi. Nel momento in cui i compiti smettono di essere dei giochi, il successo o il fallimento di un azione producono conseguenze immediate.

La sperimentazione delle varie attività, indipendentemente dai risultati in termini di performance, mira a creare le condizioni favorevoli per lo sviluppo di capacità di problem solving e il consolidamento della fiducia reciproca orientata al lavoro di squadra, con una particolare sensibilità all’ascolto attivo.

Conoscere se stessi, essere consapevoli delle proprie risorse e dei propri punti deboli, accettare pienamente le emozioni, avere fiducia nelle potenzialità proprie ed altrui, mostrarsi flessibili di fronte al cambiamento, possedere motivazione ed entusiasmo, prontezza nel cogliere le occasioni, empatia ed abilità relazionali: sono queste le basi dell’intelligenza emotiva, che tanta parte ha nella costruzione della nostra vita.

L’outdoor training vuol essere per l’appunto un laboratorio di azione, uno strumento piacevole ed immediato per rafforzare tali capacità, per andare oltre il confine di se stessi, verso gli altri.

“Dimmi e io dimentico

Insegnami ed io ricordo

Fammi partecipe e io imparo”

Benjamin Franklin

Io ho av uto modo di conoscere quest'affascinante metodologia durante la mia esperienza di tirocinio e devo dire che è stato qualcosa di davvero entusiasmante: le dinamiche che si mettono in atto sono davvero uniche ed è difficile che in un aula si raggiungano con la stessa efficacia!

Al prossimo post le notizie più tecniche e strettamente metodologiche!

Maria Chiara

lunedì 17 novembre 2008

LA FORMAZIONE E’ ATTIVAZIONE DELLE RISORSE DELL’ALTRO, NON E' RIEMPIMENTO

La metodologia dell’outdoor training permette un’esperienza di apprendimento diversa e nuova rispetto all’idea tradizionale e ormai radicata in noi della formazione. Parte dal presupposto che, come tutti noi abbiamo avuto modo di sperimentare durante il percorso scolastico, non basta stare in un aula ed ascoltare per apprendere. Occorre infatti uno sforzo maggiore che ci permetta di afferrare i concetti vivendoli attraverso la nostra pelle, ed aprire la porta dell’apprendimento che spesso è “chiusa dal di dentro”, scoprendo competenze, e anche nostre caratteristiche, di cui probabilmente prima non eravamo consapevoli. Credo infatti che il vero scopo di questa metodologia sia di permettere alle persone di scoprire, mettere in atto, valorizzare e riflettere (in particolare attraverso il debriefing) le competenze che loro possiedono, attraverso un’esperienza concreta e non consueta, caricata da una forte emozionalità. Fa un certo effetto vedere manager normalmente incravattati, “spogliarsi” delle loro formalità, ed impegnarsi in discese di rafting, dove ad un certo punto la guida del gommone è affidata alle persone stesse e non più all’esperto. Ed è proprio trovandosi in tali difficoltà che le persone reagiscono mettendo in atto dei comportamenti efficaci o meno, che sono la base di riflessione del debriefing che accompagna sempre questo evento formativo piacevole e aggregante. Ciò che mi ha particolarmente colpita partecipando a questi momenti riepilogativi e riflessivi è la facilità con cui le persone coinvolte riescono a trasportare l’esperienza originale vissuta ed il modo con cui hanno affrontato le difficoltà sulla propria esperienza lavorativa, trovando degli spunti concreti e vissuti per migliorare le proprie competenze al lavoro.
E’ attraverso l’azione che si forma la nostra conoscenza o meglio il nostro sapere, inteso come qualcosa di strettamente legato alla persona, ai suoi valori vissuti, al suo sentir profondo che lo tocca fino all’anima. Non basta l’ascolto ma occorre vivere delle esperienze significative per generare competenze...perchè sono convinta che ogni nostra competenza sia stata una volta un’emozione. Ma ogni esperienza in sé non ha valore se non viene riflettuta e pensata. Non basta quindi scendere con il gommone, o provare una forte emozione per migliorarci e assumere consapevolezza delle nostre competenze. Questa metodologia deve quindi dotarsi sia di un efficace debriefing, che di un valido esperto dei processi formativi degli adulti che sappia condurre il gruppo nella scoperta dei punti di forza e di debolezza emersi, facilitando, attraverso esercizi che richiamino alla mente l’esperienza vissuta, un trasferimento di quanto valorizzato nel proprio contesto lavorativo. Non è infatti un’attività improvvisata, una piacevole discesa in gommone tra colleghi, ma alla base dell’Outdoor Training c’è tutta la pienezza delle teorie dell’apprendimento dall’esperienza (Education Nouvelle con J. Dewey e E. Lindman, 1896; McDonald, 1964 con il pragmatismo; Hildgard e Bower, 1966, con il funzionalismo; le teorie della Gestalt, con Wertheimer, 1959; ma già prima con K.Lewin, 1935, fino a J. Bruner, 1966; a A. Maslow, 1972; C. Rogers, 1976; M. Knowles 1973; a D. Kolb, 1975).

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